Romani poliglotti

I romani, stavolta mi riferisco ai contemporanei, hanno tutte le ragioni per offendersi e incazzarsi, quando sentono dire che sono scortesi e maleducati, che trattano male i turisti e non conoscono le lingue.

A chi si è trovato a passeggiare per le vie del centro di Roma ad ammirare le vetrine, non saranno sfuggiti i cartelli con cui si informano i signori visitatori che: “NON SI DANNO INFORMAZIONI“, in varie lingue.

È forse indice di maleducazione avvertire il turista prima che entri, che farebbe dei passi inutili?

Non ha forse ragione il commerciante ad apostrofare il viandante disattento e sprovveduto che nonostante l’avviso entra e azzarda la domanda fatidica: “dove taxi?” con un “A ‘MBECILLE… NU NSA LEGGE?” o “MA VEDI D’ANNÀ FFANCULO”?

Purtroppo queste amabili persone poliglotte sono sempre meno, al loro posto sempre più cinesi con l’immancabile gatto che saluta in vetrina e la scodella di riso in mano.

Loro, il problema di dare informazioni non ce l’hanno, parlano solo cinese!

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