Sanremo 2012

Anche quest’anno è iniziato il festival di Sanremo tra le solite polemiche –necessarie come sempre per alzare l’interesse e attrarre spettatori- e qualche imprevisto, –Ivana Mrazova messa fuori uso da un torcicollo- che ha costretto a un’improvvisata quanto pessima iniziale sostituzione con Rocco Papaleo. Fortunosamente sono subito tornate le co-presentatrici dell’anno passato, che forti della loro esperienza hanno fatto dimenticare rapidamente l’infelice presenza del signor Rocco. Buon professionista, senza dubbio, ma in altre prestazioni.

Quel che potevano risparmiarci è la figura di merda con il sistema di votazione della giuria demoscopica presente in teatro. Se consideriamo che in alcuni paesi non proprio all’avanguardia sotto l’aspetto tecnologico, da anni svolgono le elezioni -sia regionali che nazionali- con il sistema elettronico in territori anche molto più estesi del nostro Paese, e, in poche ore pubblicano i risultati, debitamente convalidati dagli organismi competenti, risulta difficile capire come sia possibile che un sistema di votazione elettronica, per solo 300 votanti, installato in un ambiente chiuso, vada fuori uso alla seconda votazione!

Un’altra conferma dell’improvvisazione che ci contraddistingue agli occhi del mondo. Altro che il Capitan Schettino! Certo, le “capacità” di Schettino hanno provocato morti e tutto il mondo ne parla ancora. Ma volete paragonare, dirigere un paese galleggiante, e la messa in funzione di un piccolo, banalissimo sistema di votazione?

Purtroppo un applauso d’incoraggiamento per i tecnici nessuno l’ha sollecitato! Chissà che per le prossime serate, riescano comunque a farlo funzionare. Viste le premesse, non possiamo immaginare quanto sarà affidabile in quanto a risultati, ma questo non lo sapremo mai, a meno che una “talpa” non ci informi attraverso i giornali. Un momento di gloria non si nega a nessuno!

Bello lo spettacolo nello spettacolo di Celentano. Forse un po’ troppo lungo, un’ora!

Se solo avesse evitato buona parte delle ciance fatte di bassa retorica –in cui Celentano si è specializzato negli ultimi anni-, lasciando solo le interpretazioni musicali, probabilmente avrebbe raccolto più consensi.

Però, con gli anni, il molto apprezzato cantante, ha voluto cimentarsi nelle vesti di predicatore. Gli riesce discretamente. Certamente meglio che in quelle di attore.

Intendiamoci, non che sia un gran predicatore, non è all’altezza dei predicatori professionisti. Certo che la sua popolarità, rende ogni predica un evento nazionale.

Per questo, il signor Celentano, se vuole continuare a predicare, dovrebbe almeno migliorare la sua retorica. Se invece non vuole studiare, continui tranquillamente a cantare, che continueremo ad apprezzarlo in molti. Se invece non se la sente più di cantare, si ritiri. Si goda i frutti del suo passato.

Lo ricorderemo comunque come buon cantante, ma non come predicatore.

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