Il Presidente venezuelano in Italia

La visita del Presidente venezuelano in Italia, sebbene passata quasi inosservata sui principali mezzi d’informazione nazionali, si e’ conclusa. Con uno dei suoi istruttivi discorsi  in una sala appositamente allestita dalle frange piu’ estremiste della sinistra del bel paese, e trasmessa in diretta da Telesur, -emittente televisiva radicale-

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Che il Presidente Maduro sia stato ricevuto in Quirinale dal “compagno Giorgio Napolitano”, e’ indiscutibilmente legittimo. Che sia stato un incontro tra due “rivoluzionari” oggi al potere, o tra presidenti di due paesi falliti, non e’ importante.

Non e’ importante per il nostro Paese perche’ da noi, il Presidente della Repubblica non ha gran potere decisionale -oltre quello di costare forse piu’ della Casa Reale inglese, ma certamente molto di piu’ di quella spagnola

Neppure e’ importante che Maduro, sia Presidente di un Paese dove reperire prodotti di uso quotidiano come la carta igienica e gli assorbenti femminili, per estendersi alle medicine (anche quelle cosiddette salvavita), sia ogni giorno piu’ difficile.
Di un Paese dove e’ questione di fortuna reperire alimenti di quelli piu’ comuni in qualsiasi Paese, anche del “terzo mondo”. Farina, latte, olio di semi, zucchero, riso, solo per dare un’idea, pero’ la lista e’ lunga, orami e’ solo questione di fortuna trovarli nel supermercato. Secondo stime ufficiali, la mancanza di beni di prima necessita’ oscilla tra il 21 e il 25%.

Di un paese in cui a dispetto della inflazione superiore al 30%, -secondo gli organismi ufficiali-, pero’ smentita dalla realta’. Un chilo di formaggio nazionale(di quello piu’ economico) che nel mese di novembre 2012 costava tra i 55 e 65 Bolivares, oggi, giugno 2013, si trova tra i 145 e 175 Bolivares.

La carne, -quella che si trova nei supermercati di Caracas, generalmente e’ di terza scelta-  che costava in novembre, tra i 40 e 70 Bolivares, oggi sta tra i 90 e 160. La confezione di 12 uova passata da 15 a 34 Bolivares.

La lista, e le variazioni di prezzo, naturalmente si estendono a tutti i prodotti. Non solo quelli alimentari. Con la sola esclusione dei prodotti a prezzo regolato, che quando si trovano, possono essere di dubbia qualita’ (come il pollo di origine brasiliana. Crudo, ha il volume di un bel gallo, messo al forno si riduce a poco piu’ che pulcino).

Le famiglie venezuelane che ogni giorno affrontano queste realta’, vivono nel paese con la piu’ grande riserva petroliera del mondo. Paese che vive della esportazione del petrolio che in una dozzina d’anni ha decuplicato il prezzo, (da meno di 10 Dollari il barile a oltre 100, passando a toccare i 150)

Non e’ indignante che il Presidente del Venezuela continui a gridare al complotto quando rappresentanti della opposizione viaggiano all’estero per incontrarsi con presidenti in carica o con organizzazioni politiche e sociali, minacciando inchieste e arresti, accusando di ipotetici complotti (in realta’ mai provati).

Tutto questo non e’ indignante perche’ il Venezuela e’ un Paese sovrano e libero di scegliere il proprio presente e il proprio futuro.

Cio’ che indigna e’ che un Presidente straniero in carica, si permetta di presenziare riunioni “parallele” in un paese straniero, e fino a prova contraria pure questo sovrano. Cosa c’e’ dietro gi incontri tra un oggi Presidente, formato nelle fila dell’intelligence cubana e gruppi estremisti italiani?

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