Brasil Brasil

I disordini che si generano dalle manifestazioni popolari in Brasile, come ce ne sono state nella maggior parte dei Paesi europei, sono generalmente provocati dalle frange estremiste che approfittando delle grandi concentrazioni popolari, mettono in pratica tecniche di guerriglia per seminare terrore, distruggere e screditare le legittime manifestazioni e rivendicazioni della maggioranza pacifica.

Se questo e’ un segnale di uguaglianza, allora Brasile appartiene pienamente al gruppo di paesi occidentali evoluti e democratici.

I gruppi violenti sono figli delle ideologie coltivate fin dagli anni 60 che sebbene sconfitte sono ancora latenti.

Degli stessi anni in cui si sono formati gruppi eversivi nei maggiori paesi europei. Tra questi le Brigate Rosse e i Proletari Armati per il Comunismo cui apparteneva anche Cesare Battisti.

Detti gruppi sequestravano, rapinavano, assassinavano e mettevano bombe con lo scopo di seminare disordine.

Il signor Cesare Battisti era un degno compagno. Rapinatore pluriomicida. Per questo pluricondannato dalla giustizia italiana.

Questo signore aveva prima trovato rifugio nella culla della democrazia europea durante la presidenza Mitterrand.

Quando la Francia comincio’ a conoscere gli effetti del terrorismo, Cesare Battesti penso’ bene di lasciare la patria della liberta’ per approdare finalmente nella nuova patria socialista di Lula Da Silva.

L’allora Presidente brasiliano, giudico’ il profugo pluricondannato Battisti, non un delinquente assassino, ma un perseguitato politico, condannato da un tribunale di un paese non democratico. Per questo appoggio’ la negazione dell’estradizione richiesta dal Governo italiano.

Gli fu riconosciuto lo status di perseguitato politico.

Se e’ vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio, il signor Battisti, che di esperienza nell’organizzare disordini e violenza ne ha molta, si puo’ immaginare che mantenga rapporti con i gruppi estremisti brasiliani che mettono in atto la propria forza distruttiva.

Dunque, il Brasile, indiscutibilmente paese sovrano, se lo tenga ben stretto quel signore. Visto che lo desidera tanto, farebbe bene metterlo dietro le sbarre prima che consideri pure il Brasile un paese non piu’ sicuro e decida di trasferirsi nottetempo in un’altra culla del socialismo, magari in Venezuela.

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