L’indotto

Il “sistema Italia” e’ stato negli anni passati argomento di discussione in dibattiti televisivi e tavole rotonde nazionali e pure oltreconfine. Quella rete di micro e piccole imprese sviluppatasi in province e territori dove hanno creato lavoro, specializzazione, ricchezza diffusa all’intorno sociale, generando un indotto produttivo diffuso, sono state prese da esempio in altri Paesi.

Quel sistema che ha creato il ‘made in Italy” sinonimo di qualita’, buongusto, innovazione, moda e tecnologia, e’  in via di estinzione.

Quel sistema, sinonimo di efficienza e di produzione in funzione dell’essere umano, che non ha stravolto i territori circostanti, che ha sempre camminato con le proprie gambe, senza aiuti di stato, combattendo contro un sistema creditizio ostile; in contrapposizione con le cosiddette ‘grandi imprese’ Alitalia e Fiat in primis, che forti dello sproporzionato numero di dipendenti, per mezzo secolo, col ricatto e la corruzione hanno succhiato e dilapidato la ricchezza prodotta dal citato “sistema Italia”.

Perche’ dopo tanti decenni di sviluppo, e di successi e’ scomparso o in via di estinzione?

Colpa dei cinesi? Degli indiani? Dei brasiliani? Della crisi economica mondiale?

Togliamo subito dal piatto la ‘crisi economica mondiale’ perche’ cio’ che ha scatenato lo tsunami finanziario, non e’ stata esattamente una crisi economica ma, al contrario, un collasso finanziario provocato da vere e proprie organizzazioni mafiose (che in economia si chiamano lobby e banche) che per anni hanno protetto e stimolato l’ingresso al sistema di avventurieri della finanza sulla cui scia si sono aggregati pure ladri e truffatori; in questo campo tuttavia, la differenza tra avventurieri e truffatori non e’ grande. Spesso sono la stessa cosa.

Dunque perche’ il sistema economico mondiale e’ finito col culo a terra?

Prima di tutto non e’ affatto vero che il sistema economico mondiale e’ in crisi e neppure il sistema finanziario mondiale e’ in crisi. A meno che consideriamo mondo solo Stati Uniti e una parte dell’Europa.

Infatti, nonostante questa “crisi mondiale”, ci sono paesi le cui economie sono cresciute e continuano a crescere. Insieme a Cina, India e Brasile, anche Cile, Colombia, Equador, Vietnam… e trascuro la ‘europeissima’ Germania, registrano incrementi consistenti.

Tornando alla scomparsa della piccola impresa italiana, colpa dei paesi che crescono?

Colpa delle stesse imprese incapaci di competere internazionalmente?

O colpa del sistema politico e burocratico italiano, che invece di appoggiarle seriamente con corsi di formazione imprenditoriale, supporto logistico e professionale per campagne di marketing internazionale continuo (non certo con l’attuale Istituto del Commercio Estero ‘ICE’ di cui ci sarebbe molto da dire) se ne nutre in larga misura in maniera parassitaria?

Parlando di sistema Italia, in generale ci riferiamo al sistema produttivo e quasi mai al sistema politico e burocratico che hanno tessuto una rete che attanaglia tutto, amalgamandosi con altri sistemi reticolari: mafie, corruzione, clientelismo, nepotismo…

Questo sistema e’ infinitamente superiore al sistema produttivo perche’ detiene il potere a ogni livello.
Come zecche, pidocchi, sanguisughe, afidi, tutti insieme hanno succhiato la linfa e il sangue al sistema produttivo. Adesso che molte imprese sono morte o sono scappate in territori piu’ salubri, e quelle restanti scompaiono sempre piu’ velocemente, il sistema parassitario sta attaccando le famiglie in maniera tanto aggressiva che queste non sono in grado di metabolizzare. Se il sistema parassitario non provvedera’ a una rapida e molto consistente auto-depurazione, durante il prossimo paio d’anni assisteremo probabilmente a eventi sociali imprevedibili.

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