Consuetudini

Anche la consuetudine è elencata tra le fonti del diritto, insieme alle leggi, regolamenti e naturalmente la costituzione in primis.

Perché abbia valore di norma non deve necessariamente essere scritta. Peró deve possedere alcune caratteristiche imprescindibili, tra cui non essere contraria alle leggi e ovviamente alla costituzione.
In qualche caso può prevalere sui regolamenti.

In generale, la funzione della consuetudine è sopperire alla mancanza della legge e risolvere punti non esplicitati nei contratti tra soggetti giuridici.

Però siamo alla follia. La consuetudine che avalla se stessa. Alla faccia delle leggi.

In Italia, patria del diritto, -il diritto romano tutt’oggi punto di partenza della maggioranza dei sistemi giuridici occidentali-, esistono circa 10 volte le  leggi che esistono nei principali paesi europei: Francia, Germania e Inghilterra messe insieme.

Germania + Inghilterra + Francia hanno poco piú di 15 mila leggi. In Italia sembra ce ne siano tra 150 e 200 mila. Non e’ facile contarle, anche in considerazione del fatto che alcune sono incostituzionali. Alcune contraddicono altre leggi. In tutto questo caos giuridico, sguazzano i furbi e gli avvocati.

Non bastassero tante leggi, non solo abusiamo della consuetudine facendola prevalere sulla legge, ma anche sulla stessa costituzione. A partire dall’articolo 1.

Art.1 Cost. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Alla luce dei fatti, l’Articolo 1 dovrebbe essere letto: l’Italia è una Repubblica Cleptocratica fondata sulla corruzione e sull’astuzia.
La sovranità appartiene ai partiti che la esercitano a propria discrezione attraverso la magistratura, la burocrazia e gli organi d’informazione.
I cittadini sono chiamati a legittimare lo spoglio della Repubblica attraverso elezioni regolate dalla legge.
I partiti possono surclassare i risultati elettorali attraverso elezioni interne, accordi o qualsiasi altro metodo ritenuto utile a spartire il potere.
[ndr] vedasi il sindaco di Firenze, con circa 1 milione 700 mila voti (elezioni del PD del dicembre 2013) = 3,62% sul totale di 46 milioni 900 mila cittadini italiani aventi diritto al voto, si arroga e gli si riconosce il diritto di decidere se il governo della Repubblica puó continuare a governare oppure deve cadere. Sic!

Art.3 Cost. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…

Art. 3 Leggasi: La legge si applica in forma distinta e selettiva dipendendo dalle condizioni economiche, appartenenze partitiche e posizione sociale…
[ndr] vedasi il Cav. Berlusconi, condannato in tutti i gradi di giudizio a qualche anno di carcere per evasione fiscale, continua sotto scorta (non di guardie carcerarie) a spostarsi liberamente ovunque ritenga utile la sua presenza e apparire in televisione.

Siamo allo sbando, è vero, la produzione lascia il posto alla disoccupazione -presto supereremo il 25% della Spagna-, l’economia è finita sotto il culo di Brunetta, ma siamo pure impazziti? Siamo rassegnati ad aspettare l’uomo della provvidenza, uno con stellette e stivali?

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