Chi può dirsi innocente?

I politici, tutti i politici, nessuno escluso, sono colpevoli della situazione disastrosa che il Paese attraversa. Naturalmente non solo i politici eletti, anche magistrati, burocrati, e forse, primi tra tutti i sindacalisti.

Per mettere in pace chi considera tale affermazione come qualunquista, giustizialista o superficiale, spiego in cosa la fondo.

Fermo restando nella convinzione che, come ho già espresso, una parte di detti personaggi sia onesta e capace, anche loro sono colpevoli se hanno partecipato al lungo banchetto in cui è stato dissanguato prima e poi spolpato il Paese.

Questi signori sono altrettanto colpevoli perché non hanno battuto i pugni sul tavolo (almeno) fino a frantumarlo. Col rischio di essere sbattuti fuori dagli ingordi.

Avrebbero dimostrato la loro dissociazione dalle orge romane (mi riferisco alle antiche e mitiche orge che si celebravano nella Roma imperiale) in cui tutti si ingozzavano ubriachi tra puttane e puttani (hop! Non so se esiste la parola, però rende l’idea)

Avrebbero così accumulato prestigio e credibilità di cui oggi più che mai ci sarebbe tanto bisogno. Invece restano solo tavole piene di rifiuti e niente da mangiare. Le puttane se ne vanno e chiedono i soldi al popolo perché i loro clienti non hanno più con che pagare.

Adesso restano macerie. Sono macerie peggiori di quelle che lasciò la guerra. Allora c’era voglia di ricostruire, la società era divisa, ma non avvilita. Allora c’era voglia di fare perché si immaginava un futuro.

Oggi la società è sfiduciata, senza una direttrice che gli permetta di vedere un futuro migliore. Più preoccupante è che oggi la società è rassegnata.

Con la rassegnazione non si costruisce futuro migliore.

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